Politica italiana e internazionale da bar

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stmod
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 10 apr 2021, 0:32

Luqa-bis ha scritto:
9 apr 2021, 17:43
La teoria evolutiva non implica necessariamente diventare citius altius fortius.
Semplicemente che vi è un cambiamento (non diamo necessariamente ad evoluzione un significato migliorativo nel contingente).

Ci possono anche essere periodi di "involuzione" della specie (qualcuno potrebbe dire che io ne sono uno splendido , pardon, mediocre esempio.

Sulla teoria di Monod sono perplesso, forse vero nel suo periodo nel suo ambito territoriale.
Adesso noto che le famiglie più numerose sono più concentrate agli estremi delle classi socioeconomiche e a difettare nella necessità zappatalpista sono soprattutto le famiglie dei ceti medi.
La mia riflessione e' infatti legata all'uso della tecnologia per sopperire al cambiamento e mantenere lo status quo piu' che al discorso economico in se'.
Lungi da me (per motivi e storia personale e dettagli da non mettere su un forum pubblico) criticare le scelte di operazioni salvavita in giovane eta', ma mi chiedo se, ad esempio, questo tipo di operazioni non sia un "sostituirsi alla natura e impedirle di evolversi".

Per capirci:
- sono estramente contento che queste cose esistano e si facciano;
- inorridisco a valutazioni di costo/beneficio o similari quando si tratta di vite umane;
- impalerei volentieri chi anche solo parla di eugenetica e/o programmazione di esseri umani a tavolino.

Chiarito questo, nello specifico del discorso che stiamo facendo, guardo la cosa solo da un punto di vista evoluzionistico e mi chiedo quale sia al giorno d'oggi la discriminante che permette (o nega) di sopravvivere e riprodursi che e' poi l'essenza dell'evoluzionismo
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
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ruttobandito
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da ruttobandito » 10 apr 2021, 9:27

stmod ha scritto:
10 apr 2021, 0:32
La mia riflessione e' infatti legata all'uso della tecnologia per sopperire al cambiamento e mantenere lo status quo piu' che al discorso economico in se'.
Lungi da me (per motivi e storia personale e dettagli da non mettere su un forum pubblico) criticare le scelte di operazioni salvavita in giovane eta', ma mi chiedo se, ad esempio, questo tipo di operazioni non sia un "sostituirsi alla natura e impedirle di evolversi".
Per capirci:
- sono estramente contento che queste cose esistano e si facciano;
- inorridisco a valutazioni di costo/beneficio o similari quando si tratta di vite umane;
- impalerei volentieri chi anche solo parla di eugenetica e/o programmazione di esseri umani a tavolino.
Chiarito questo, nello specifico del discorso che stiamo facendo, guardo la cosa solo da un punto di vista evoluzionistico e mi chiedo quale sia al giorno d'oggi la discriminante che permette (o nega) di sopravvivere e riprodursi che e' poi l'essenza dell'evoluzionismo
Partita interessante. Riporto qui un mio ragionamento fatto altrove proprio in questo forum, partito parlando di nutrie spiaccicate sull'asfalto:

"Farci soldi, giusto. È quello il vizio di forma del progresso umano: l'astrazione del vantaggio, il benessere virtuale, la concettualizzazione edonistica.
Però non siamo agente esterno alla natura, ne facciamo parte, anzi ne siamo pienamente l'espressione. Il fatto che non ci piaccia, o che non ci percepiamo come tali, è altrettanto naturale.
Con questo non intendo esprimere un fatalismo supino e rassegnato, ma non posso nemmeno credere che senza tutto quello che è già successo io sarei lo stesso di adesso.
Riguardo la dannosità c'è da vedere riguardo quale prospettiva. In base alla teoria della panspermia (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Panspermia), in realtà siamo poco più di una muffa che sta mangiando la mela si cui vive, e come una muffa spingiamo spore nello spazio per cololizzare altri frutti. La muffa fa schifo ma assolve pienamente al suo ruolo."

Magari più tardi sviluppo meglio, o magari resto incastrato in qualche divano a guardarmi le partite di oggi.
MANI DI MINCHIA!!!
Lo stupido è più pericoloso del bandito. (Carlo M. Cipolla)
È necessario avere grandi ambizioni, ma tenere basse le aspettative aiuta a non rimanere delusi.

Garry
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 10 apr 2021, 19:05

È sempre evoluzione.
Chi ha determinate caratteristiche che si adattano alle mutate condizioni ambientali, sopravvive. Chi non le ha viene "selezionato contro".
E non mi riferisco solo ai caratteri derivati da mutazioni genetiche, quindi a processi che durano centinaia o addirittura migliaia di anni.

Se assumi un antibiotico o se ti vaccini ti "sostituisci alla natura"? L'uomo utilizza gli strumenti che ha conquistato grazie alla sua intelligenza.
Sarebbe interessante se uno specialista in questo campo ci chiarisse le idee, ma credo che le condizioni ambientali che l'uomo dei Paesi evoluti sta producendo non consentiranno alla nostra specie di evolversi abbastanza velocemente per arrivare a un adattamento. Ma sto ampliando ulteriormente il campo di discussione.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 10 apr 2021, 22:48

Garry ha scritto:
10 apr 2021, 19:05
È sempre evoluzione.
Chi ha determinate caratteristiche che si adattano alle mutate condizioni ambientali, sopravvive. Chi non le ha viene "selezionato contro".
E non mi riferisco solo ai caratteri derivati da mutazioni genetiche, quindi a processi che durano centinaia o addirittura migliaia di anni.

Se assumi un antibiotico o se ti vaccini ti "sostituisci alla natura"? L'uomo utilizza gli strumenti che ha conquistato grazie alla sua intelligenza.
Sarebbe interessante se uno specialista in questo campo ci chiarisse le idee, ma credo che le condizioni ambientali che l'uomo dei Paesi evoluti sta producendo non consentiranno alla nostra specie di evolversi abbastanza velocemente per arrivare a un adattamento. Ma sto ampliando ulteriormente il campo di discussione.
Mi farebbe piacere sentire qualcuno parlarne. Ricordavo un video che vidi qualche tempo fa e lo ho ritrovato: https://www.youtube.com/watch?v=phSTKW4 ... aFilosofia Si parla del processo evolutivo, ma non discute il "problema" dei giorni nostri.

Il processo evolutivo per come lo ho capito io e semplificando molto e' il seguente:
1) Una combinazione casuale di geni produce individui (o piante o quel che l'e') che hanno molte delle caratteristiche dei "genitori" (uso questo termine improprio per capirci), quelle dominanti, qualcuna di quelle recessive ed alcune variazioni autonome, ma ancora casuali.
2) Una serie di individui cosi' generati "compete" per delle risorse e chi ci riesce meglio vive piu' a lungo e si riproduce di piu', di fatto imponendo alla specie i propri geni "casualmente generati".

Se la tecnologia sostituisce la competizione e non da la possibilita' ad una "combinazione genetica" di prendere il sopravvento perche' produce piu' individui piu' a lungo, come fa una caratteristica ad affermarsi?
Si finira' per avere una omologazione sulle caratteristiche geneticamente dominanti di una specie.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da quaros » 11 apr 2021, 11:11

stmod ha scritto:
10 apr 2021, 22:48
Se la tecnologia sostituisce la competizione e non da la possibilita' ad una "combinazione genetica" di prendere il sopravvento perche' produce piu' individui piu' a lungo, come fa una caratteristica ad affermarsi?
Si finira' per avere una omologazione sulle caratteristiche geneticamente dominanti di una specie.
La tecnologia è resa disponibile dal patrimonio genetico.

Esempio, nel pratimonio genetico hai il pollice opponibile puoi accedere alle tecnologie che si impugnano ed elaborarle, altrimenti sei tagliato fuori.
Da lì si parte con le ramificazioni tecnologiche, se di base il patrimonio genetico non ti consente di possedere determinate "tecnologie primitive" sei fregato.

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 11 apr 2021, 12:59

Infatti.
Non è che ci si possa sentire di essere nel giusto solo perché si lascia che "la natura faccia il suo corso" nel senso letterale della frase.
La cosa sacra e intoccabile, per me, è la vita, e in particolare la vita degli esseri senzienti, anche se è un principio che è impossibile rispettare alla lettera.
Io sono arrivato alla conclusione (provvisoria, naturalmente :lol: ) che per rispettare la vita, utilizzando al meglio l'intelligenza che ci deriva dall'evoluzione, bisogna a volte andare contro a quella che sarebbe la strada che la natura avrebbe determinato.

Esempio: ho adottato un gatto vittima di un incidente. Ci ha rimesso un occhio e una zampa, e nelle varie vicissitudini si è anche preso un'infezione importante e inguaribile alle mucose della bocca. Nello stato selvatico in cui si trovava avrebbe agonizzato per una decina di giorni al massimo, mentre è con me ormai da tre anni e spero per tanti altri anni.
Più "anti-selezione naturale" di così...
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 12 apr 2021, 15:47

Quando scrivevo che nelle fondamenta del M5S uno dei pilastri portanti è l'ignoranza, intendevo cose come questa:

https://www.open.online/2021/04/11/ragg ... ndidatura/
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 12 apr 2021, 17:58

Garry ha scritto:
12 apr 2021, 15:47
Quando scrivevo che nelle fondamenta del M5S uno dei pilastri portanti è l'ignoranza, intendevo cose come questa:

https://www.open.online/2021/04/11/ragg ... ndidatura/
E' responsabilita' oggettiva, non diretta. In quanto sindaca ha la responsabilita' finale, ma non si sa che reale partecipazione ci sia stata per la creazione del video. IL PD che si stracia le vesti, mi fa solo ridere.

Su questi errori c'e' gente che ci costruisce una carriera. Se non sbaglio, il funzionario che scrisse il discorso della Gelmini sul tunnel che collegava il GranSasso a Ginevra e' stato promosso dal successore della stessa che era, chiaramente, di diversa fede politica.

Fosse stato un mio collaboratore, lo avrei mandato per i successivi 6 mesi a controllare che i cessi fossero puliti (che anche a pulirli ci vuole capacita' e competenza, chiaramente a lui mancanti). :)
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 12 apr 2021, 19:53

No, beh, mi possono scrivere quello che vogliono, ma poi il discorso lo leggo io. Il filtro dei miei neuroni non avrebbe lasciato passare il tunnel dei neutrini, neanche se il discorso me lo avesse scritto Eco
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 12 apr 2021, 22:16

Garry ha scritto:
12 apr 2021, 19:53
No, beh, mi possono scrivere quello che vogliono, ma poi il discorso lo leggo io. Il filtro dei miei neuroni non avrebbe lasciato passare il tunnel dei neutrini, neanche se il discorso me lo avesse scritto Eco
Esatto.... quasi certamente nemmeno io avrei detto la colossale stupidata dei neutrini, ma anche io avrei potuto non notare un monumento simile al colosseo, magari messo in post produzione visto che io recitavo davanti ad uno schermo verde :) .
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da tonione » 12 apr 2021, 23:31

recitavi su uno schermo verde. in seguito avrai pur guardato il video per dare il tuo benestare, riguarda la città di cui sei sindaca(o). non altre cosuccie. direi un bel svegliaaa per tutta la squadra media di Virginia. doppio svegliaa, sveglia con una a. sveglia senza a. una cosa strana. tipo solo sveglia del comodino.

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 13 apr 2021, 1:05

tonione ha scritto:
12 apr 2021, 23:31
recitavi su uno schermo verde. in seguito avrai pur guardato il video per dare il tuo benestare, riguarda la città di cui sei sindaca(o). non altre cosuccie. direi un bel svegliaaa per tutta la squadra media di Virginia. doppio svegliaa, sveglia con una a. sveglia senza a. una cosa strana. tipo solo sveglia del comodino.
E' chiaro che il video andava riguardato da lei stessa o da una persona di fiducia, ma sapessi quante cappelle mi hanno combinato collaboratori 'ntronati di cui mi sono fidato e quante volte, dopo l'inevitabile figura di palta, ho dovuto fare salti carpiati mentre mi arrampicavo sugli specchi per salvare il salvabile mentre nella mia testa ripetevo "O brutto imbecille"?
Anche io, nel mio piccolo, non riesco a controllare tutti i dettagli di tutte le cose e devo fidarmi, prendendomi anche responsabilita' non mie. Altrimenti servirebbero giornate di 48h e sarei comunque il single point of failure.

Poi, finita la riunione o quel che sia, secondo la gravita' e la speranza che ho che impari, glielo faccio notare, spesso pacatamente (che tanto a urlare non si ottiene nulla) altre volte meno...
Scherzando sopra dicevo che se fosse stato un mio collaboratore, lo avrei mandato per i successivi 6 mesi a controllare che i cessi fossero puliti.
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Luqa-bis
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Luqa-bis » 15 apr 2021, 0:07

Ma era un compito per il quale lo reputavi all'altezza o era una messa alla prova?

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da stmod » 15 apr 2021, 0:57

Luqa-bis ha scritto:
15 apr 2021, 0:07
Ma era un compito per il quale lo reputavi all'altezza o era una messa alla prova?
Erano cose che avrebbe dovuto sapere fare, ma in ralta' fatte col c***... (stiamo parlando di gente con anni di esperienza e certamente all'altezza sulla carta).
Il problema e' che alla fine il responsabile finale del delivery sono io anche se materialmente moltissime cose non le faccio io e tante manco riesco a controllarle... ma al cliente/partner non frega un fico di chi/come/perche'... e quindi io ci devo mettere comunque la faccia...
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da zappatalpa » 15 apr 2021, 11:27

zappatalpa ha scritto:
8 apr 2021, 8:47
zappatalpa ha scritto:
7 apr 2021, 20:23
quanto mi dispiace che i 2 o 3 a cui veramente interessa
la questione sul "perchè la Socialdemocrazia sta morendo" non riuscite a leggere la critica al libro di S. Wagenknecht, vera passionaria della Sx. Non voglio dire balle ma l' analisi è una pietra miliare e sicuramente verrà tradotta. proporrei mia moglie all'editore ma per il momento non ce la può fare
https://m.facebook.com/story.php?story_ ... 1566065122
spero di aver fatto un piacere a qualcuno. e spero che si capisca un pó, la lingua dei sinistri é sempre appositamente ingarbugliata. perché nata teorica, quasi mai pratica. figuriamoci la traduzione. La recensione é di una intelettuale che avversa la Wagenknecht, in alcuni tratti lo si capisce

"I moralisi" di Sahra Wagenknecht: una polemica per il "conservatorismo di sinistra".

Recensione di Edith Bartelmus-Scholich
Il 14 aprile, il nuovo pamphlet "DIE SELBSTGERECHTEN - Mein Gegenprogramm - fürGemeinsinn und Zusammenhalt" di Sahra Wagenknecht sarà pubblicato da Campus Verlag. In 345 pagine Wagenknecht dà una visione completa del suo pensiero politico.
Il punto di partenza delle sue riflessioni è la debolezza della sinistra sociale, il declino dei partiti di sinistra e lo stato del capitalismo globalizzato. Descrive quest'ultimo con effetti negativi soprattutto sui lavoratori e gli impiegati senza istruzione accademica, ma rimane a livello descrittivo senza un'analisi più profonda. Dimostra che la globalizzazione dieneoliberale è andata a scapito dei lavoratori. Molti di loro hanno sperimentato il declino sociale e la perdita del loro precedente standard di vita.
Il "liberalismo di sinistra" come ragione dei fallimenti della sinistra
Nel suo libro, Wagenknecht nomina i responsabili della debolezza della sinistra e del declino dei partiti di sinistra. Sono la "sinistra dello stile di vita", che appare mondana e allo stesso tempo intollerante e, secondo lei, appartengono ai vincitori della globalizzazione. Li vede come i benestanti che danno il tono alla sinistra e ai partiti di sinistra e li descrive come moralisti senza compassione per i perdenti della globalizzazione. Il canone di valori di questo gruppo con cosmopolitismo, multiculturalismo, femminismo, critica del consumo, sostenibilità e giustizia climatica segue i propri interessi e si adatta ai paradigmi neoliberali.
In questa sinossi, la Wagenknecht liquida anche i movimenti ai quali attribuisce un'affinità con la "sinistra - life style": Black Lives Matter, Fridays For Future, il nuovo movimento delle donne e UNTEILBAR. I "liberali di sinistra" che sono attivi nel movimento perseguono solo obiettivi che soddisfano i loro interessi particolari anche lì.
Soprattutto, i "sinistrati dello stile di vita" allontanano gli elettori e gli elettori dei partiti di sinistra, alienandoli profondamente. Ella sussume i sostenitori di questi valori sotto il termine "liberalismo di sinistra", in distinzione da quello che lei vede come neoliberismo strettamente correlato.
Il fallimento della sinistra porta ai successi dei partiti di destra
Wagenknecht distingue i "liberali di sinistra" dalla cosiddetta sinistra tradizionale, i cui valori erano la giustizia e la sicurezza sociale nel quadro dello stato nazionale. Secondo lei, gli operai, gli impiegati e i membri della classe medio-bassa potevano identificarsi con la sinistra tradizionale, ma non possono più farlo con la "sinistra liberale". Poiché la clientela classica dei partiti di sinistra non si sente più rappresentata dalla "sinistra dello stile di vita", oggi o non vota affatto o vota per protesta per i partiti di destra come l'AfD. Secondo lei, il successo dell'AfD in Germania non è dovuto a uno spostamento dello zeitgeist a destra, ma piuttosto alla trascuratezza dei perdenti della globalizzazione da parte della "sinistra-liberale".
Attribuisce il declino dei partiti di sinistra al loro cambiamento di appartenenza. I lavoratori sono stati sostituiti da accademici. Nel fare questo, lei propone l'idea che il declino della SPD non è iniziato dopo il Congresso del partito di Godesberg, ma attraverso l'afflusso di studenti di sinistra radicale da case borghesi dopo il 1968.
Punti ciechi e divisione della classe
È evidente che lei percepisce il gruppo di perdenti della globalizzazione che vuole rappresentare solo come vittime, ma non come potenti attori politici. Non esamina nemmeno l'influenza dell'organizzazione sindacale e delle lotte sindacali sull'equilibrio di potere tra le classi. Non prende atto della ricomposizione della classe dei salariati, che oggi è più precaria, più femminile, più migrante e più accademica. Ha comunque rinunciato al concetto di classe e lavora invece con il concetto borghese di strati. Usando il concetto di classe, tuttavia, diventa subito chiaro che Wagenknecht si sbaglia: anche se ci sono interessi diversi, ad esempio tra disoccupati, lavoratori a basso salario, lavoratori precari o dipendenti fissi, tra salariati con e senza un background migratorio, non ci sono opposti antagonisti. La conseguenza è che non sviluppa una politica di classe unificante.
Secondo lei, i colletti blu e bianchi senza titoli accademici sono tra i perdenti oggettivi dell'immigrazione in Germania. La migrazione, secondo Wagenknecht, danneggia sia i paesi d'origine dei migranti che il basso reddito in Germania. I nativi declassati competono con i nuovi arrivati per i lavori a basso salario e gli alloggi a prezzi accessibili. Deplora le società parallele, i cambiamenti culturali nei quartieri un tempo dominati dai lavoratori tedeschi, le scuole dove troppi bambini parlano un tedesco povero, e lo spostamento dei nativi dai loro quartieri tradizionali. Lei sostiene la necessità di limitare l'afflusso di immigrati.
Design che guarda al passato
Da pagina 205 Wagenknecht delinea le caratteristiche principali del suo programma politico. Si basa sui valori della nazione, della cultura leader e della giustizia sociale. Secondo lei, la nazione non è fondata sulla discendenza ma sulla storia e la cultura comune. L'integrazione comprende quindi anche l'assimilazione culturale.
Per giustizia sociale intende il ritorno alla meritocrazia. La ricezione delle prestazioni sociali dovrebbe seguire i contributi pagati in precedenza, chi guadagna bene e paga alti contributi, è quindi meglio protetto del dipendente a basso salario, che paga solo bassi contributi. Molte delle persone che Wagenknecht vuole effettivamente rappresentare cadrebbero di nuovo nel vuoto in una tale meritocrazia. È quasi superfluo dire che rifiuta concetti come il reddito di base incondizionato.
Economicamente, favorisce l'ordoliberalismo (economia sociale di mercato), che ritiene più adatto ad una meritocrazia. Distingue tra capitalisti e imprenditori: i primi sono interessati solo al profitto, i secondi alla costruzione della loro impresa. Gli imprenditori, secondo Wagenknecht, devono essere protetti dalle acquisizioni di "avvoltoi" e "locuste". Vuole ridurre in gran parte la globalizzazione dell'economia e a questo scopo, tra le altre cose, vuole introdurre tariffe protettive che portino il prezzo delle merci straniere al livello del prodotto interno. Allo stesso tempo, rifiuta rigorosamente gli aumenti del prezzo delle merci dovuti a nuove tasse climatiche e ambientali.
Wagenknecht è chiaro che i valori politici che presenta non appartengono alla sinistra ma allo spettro conservatore. Trova il nuovo termine "conservatorismo di sinistra" per il suo programma.
Sahra Wagenknecht
Il moralista
Il mio controprogramma - per lo spirito pubblico e la coesione
Campus
ISBN 978-3-593-51390-4
24,95 Euro
ma questo non lo ha cagato nessuno? eppure é attualitá "vera", pressante, il futuro prossimo.
si ricollega anche abbastanza bene agli insulti che ho preso

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