1 DEL RUGBY UNO TRA TANTI

La Storia del Rugby, le sue Tradizioni, le Leggende, attraverso documenti, detti, racconti, aforismi.

Moderatore: billingham

leprottina
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Messaggio da leprottina » 16 feb 2007, 14:14

Nancy91 ha scritto:Bellissimo Sangio... sai, un po' mi ci ritrovo, anche se ho 15 anni.. perchè io ho giocato fino al 2004.. ma ora, non posso più farlo con i maschi.. ma la squadra femminile non c'è ora a Frascati.. è molto incasinata come situazione.. e il rugby mi manca... rileggere quello che hai scritto mi fa capire però che un rugbysta lo sarà a vita... come succede a me... anche se non gioco una partita dal 2004...
...te lo dico anche io che non ho potuto mai giocare (di anni ne ho quasi 47) ma che non ho mai smesso di sperare di poterlo fare.
Grazie perché racconti come questo, oltre ai lacrimoni, mi ringiovaniscono il sangue!! Mi ritrovo 15enne (l'età in cui ho scoperto il rugby) a sognare ad occhi aperti tutto quello che avrei voluto e potuto fare, visto il fisico da pilona mi immedesimo ancora di più nelle tue parole.

A rileggere presto altri tuoi scritti!!!!
....inseguita non da una muta di bigol, ma dalla MENOPAUSA... AAARGGHH! RAGGIUNTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!

IMOLA ... o giù di lì 19 novembre 2011: "la numerescion della partecipescion"

Sangio
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Messaggio da Sangio » 16 feb 2007, 14:17

Vi ringrazio entrambe e sono contento vi sia piaciuto.
Rugbysti lo si è sempre, dentro e fuori dal campo.
Non importa quanto e dove si è giocato, l'importante è come lo si è sentito dentro.

MAX_AM
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Messaggio da MAX_AM » 2 mar 2007, 9:32

Complimenti Sangio.
Non so chi tu sia ma quello che dici è molto importante non solo da un punto di vista sportivo (parli di rugby ... siamo già nell'olimpo dello sport :wink: ) ma soprattutto da un punto di vista umano.
Sai, credo che proprio perchè sei pilone - uso il presente perchè che tu lo voglia o no lo sarai per tutta la vita - quello che scrivi diventa ancora + vero.
Aggiungo solo che dal mio punto di vista il cuore di una squadra è rappresentato dai piloni.
Bravo e grazie!

Sangio
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Messaggio da Sangio » 2 mar 2007, 11:50

A proposito di "Olimpo dello sport", guardate qui http://www.youtube.com/watch?v=xxY7AsgOxBY

Sangio
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Messaggio da Sangio » 2 mar 2007, 11:53

Grazie Max AM. Fa sempre piacere. Che tristezza però non giocare più....
Attendo che si apra la stagione così gli old usciranno dal guscio invernale (io ho continuato ad allenarmi comunque) e così potrò calcare di nuovo i terreni di gioco.

flankerino
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Messaggio da flankerino » 2 mar 2007, 12:07

Grazie a Sangio ed a Nancy91 che ha riportato il 3d in evidenza. Vengo qui su rugby.it quasi tutti i giorni, ma questo racconto me lo ero perso. Ciao.

SubComMarcos
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Messaggio da SubComMarcos » 2 mar 2007, 12:24

Sangio....stai ringraziando tutti....

ma siamo noi tutti che dobbiamo ringraziare te!!!
chi non si emoziona e non si immedesima nelle cose che hai scritto può essere al massimo un giocatore di rugby ma NON un REGBISTA!!!

Inoltre vorrei sollecitarti (lo sò che giocare non può essere paragonato a nient'altro...ma ci sono pur sempre gli OLD) a diventare allenatore!!!

Una persona come te ha sicuramente molto da insegnare alle nuove leve...e non solo a livello tecnico....ma molto più importante, a livello umano...quello che questo sport sà dare a chi vuole crescere!!!

Panoramixxx
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Messaggio da Panoramixxx » 2 mar 2007, 12:29

Un abbraccio forte da uno che l'1 il 2 o il 3 sulle spalle se lo porta da 15 anni e più...

fausto
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Messaggio da fausto » 2 mar 2007, 14:02

Il Signore ha voluto che nascessi poco prima degli anni di piombo nella problematica periferia Romana.
Chissà magari quest’ammasso di cellule che ora scrive queste righe si fosse materializzato sui Pirenei, nelle Highlands, a Padova, a Limerick, vicino alla basilica di Collemaggio, a Auckland o a Stellenbosch forse avrei avuto un destino rugbystico diverso.

Durante i ruggenti anni 70 avevo le proporzioni di un comodino. Ero tanto largo quanto alto.
Insomma, un cubetto, comico alla vista, che nelle partitelle a pallone in parrocchia era perennemente relegato in porta o in panchina.

La mia naturale tendenza all’espansione mi fece decidere per la pratica di una disciplina sportiva di squadra.

All’epoca non potevo che scegliere la poco nobile arte del calcio.

L’ambiente ipercompetitivo e la freddezza dei rapporti umani mi fecero ben presto abbandonare il rettangolo di gioco.

All’inizio dei ruggenti anni 1980 decisi che era il caso di fare sport per uscire dal degrado di una periferia dove le siringhe nei prati erano più numerose delle buche delle talpe e la prostituzione minorile era tristemente familiare.

Scelsi il Rugby perchè lessi un trafiletto su un settimanale dell’epoca. Pensai che mi sarebbe piaciuto.

Il posto più vicino a casa mia era Frascati.
Una sera chiesi a mia Madre di accompagnarmi nell’ameno paesino alla ricerca del campo di Rugby.
Ci recammo al Mamilio (il nome del terreno di gioco) dove chiedemmo della sede della società.
Ci indirizzarono nel centro storico della cittadina tuscolana dove c’era la mitica “sede” del Rugby Frascati.

Entrai e vi trovai due adulti, uno con pochi capelli e l’altro con una canuta chioma.
Il primo era il segretario generale e l’altro l’allenatore delle Aquile (gli under 15).
Chiediamo cosa si dovesse fare per giocare a Rugby e, con una disponibilità ed un accoglienza inaspettata, mi spiegano tutto e mi invitano al campo per il primo allenamento.

Ricordo benissimo il primo allenamento.

Era un martedì pomeriggio del dicembre del 1980. Nella mia borsa c’erano, oltre agli indumenti necessari, due panini con la salsiccia, che mangiai poco prima dell’allenamento.
Mi vestii e presi parte alla seduta.
Mi aspettavo che l’allenatore mi desse qualche fondamento, un pò di teoria.
Avevo in mente le scuole calcio dove, appena arrivi, ti fanno fare 6 miliardi di palleggi.
Niente di tutto questo. Quando lo guardavo, mentre correvo, con fare interrogativo in cerca di indicazioni Gigi mi urlava “nun te preoccupà, cori ! cori !” .
Io non mi preoccupavo e correvo, correvo.

Iniziò così una nuova vita che mi ha portò ad essere uno dei migliori clienti delle aziende di trasporto romane e laziali.
Per raggiungere il campo dovevo prendere tre mezzi pubblici.

Passai così la gioventù rugbystica a Frascati.
Il picco di tutto ciò fu la semifinale scudetto che giocammo al Battaglini di Rovigo nella primavera del 1985.
Cozzammo contro un muro rossoblù che ci rifilò la bellezza di 77 punti a zero.

Eravamo demotivati in quanto nel turno precedente avevamo eliminato i campioni in carica del Tarvisium con un pareggio a Treviso e una vittoria a Casa.
Il numero nove dei Trevigiani era un certo Ivan Francescato.
Correva come un forsennato e si vedeva che era di un altra categoria.
Quella fù per noi la nostra Edimburgo.
Eravamo all’ottavo cielo.

I Rodigini ci riportarono bruscamente con i piedi per terra.
Facevano parte della compagine rossoblù alcuni dei migliori talenti Italiani degli anni 90.
Ne cito alcuni: De Stefani, Brunello, Bordon.

La maturità l’ho passata fra Frascati, il servizio militare a Napoli, Ariccia e, infine, Segni.
Dove ho giocato le ultime sette stagioni della mia “carriera”.

Lì ho potuto giocare 4 stagioni in A2.

Di aneddoti, di rimpianti e di storielle ne potrei citare miliardi.

Non lo faccio perchè il solo ricordarlo mi inumidisce gli occhi.

Non dimenticherò mai l’odore dello spogliatoio prima della partita, il mal di stomaco dopo il piatto di pasta in bianco della domenica mattina, il pre-partita tutti abbracciati nello spogliatoio, l’adrenalina dell’avanzamento e dell’attacco in campo, mi fanno nostalgia anche le sconfitte, le incazzature.

Da quando ho smesso di giocare vado malvolentieri a vedere le partite. La nostalgia è troppo grande, anche se l’amore che ho per il Rugby è immenso.

Oggi, da ex giocatore, mi rendo conto di come il Rugby ti cambia il cuore e l’anima.
Ti offre una prospettiva e una scala di valori che non sò quale altra attività umana siano in grado di trasmettere.

Forse esagero però il Rugby dovrebbe essere obbligatorio.

Avete presente cosa dice Maci Battaglini “Se io fossi Dio direi a tutti quelli che non hanno giocato: tornate indietro e giocate a Rugby. Magari in serie B...”

Forse sono stato un pò prolisso e con uno stile poco fluido.
Non riesco a fare di meglio.

Buon Rugby a tutti

P.S. dimenticavo: ho sempre fatto il pilone. Durante tutti i venti anni di carriera

MAX_AM
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Messaggio da MAX_AM » 2 mar 2007, 15:22

fausto ha scritto:
...
Durante i ruggenti anni 70 avevo le proporzioni di un comodino. Ero tanto largo quanto alto.
Insomma, un cubetto, comico alla vista, che nelle partitelle a pallone in parrocchia era perennemente relegato in porta o in panchina.
...

P.S. dimenticavo: ho sempre fatto il pilone. Durante tutti i venti anni di carriera
:D Sono stra-contento di essere cascato per caso in questo thread stamattina con Sangio. E non ho nessuna parola da aggiungere a quanto ha scritto Fausto. Grazie. Mi vedo costretto ad abbondonare la postazione per prendere un po' d'aria ...
Certo che 'sti piloni si muovono bene con le parole... :roll:

ANGOR
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fausto

Messaggio da ANGOR » 2 mar 2007, 16:35

Ciao Fausto mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo post.
L'ho sempre saputo che sei un pilone con una bella "testa" :wink:
I tuoi ricordi sono un pò quelli di tutti noi rugbysti e per questo
ci danno una certa emozione ogni volta che li leggiamo.
Mi ha fatto sorridere, conoscendoti, la pasta in bianco prima della partita
in netto contrasto con i due panini con la salsiccia prima del primo allenamento :lol: :lol:
Comunque mi spiace che ti sia allontanato dai campi, sei una persona positiva e potresti trovare spazio e soddisfazione anche ad allenare.
Ti capisco quando scrivi che non riesci ad andare a vedere le partite, anche a me è successo quando ho smesso di giocare.
Poi lo scorso anno qui ad Anzio abbiamo dato vita ad una nuova squadra ed io ed un mio amico ci siamo ritrovati a fare un'esperienza da allenatori.
E ti assicuro che "l’odore dello spogliatoio prima della partita, il mal di stomaco dopo il piatto di pasta in bianco della domenica mattina, il pre-partita tutti abbracciati nello spogliatoio, l’adrenalina dell’avanzamento e dell’attacco in campo, e anche le sconfitte, le incazzature, come pure le vittorie" sono tutte sensazioni che anche allenando si provano, ma moltiplicate per 15, attraverso tutti i tuoi giocatori che sono in campo.
Spero di "rileggerti" su queste pagine magari per scrivere che sei di nuovo sul campo, se non fossi un pò lontano ti direi di fare un salto qui da noi :wink:
sono sicuro che ti tornerebbe la voglia.
Ciao Angelo

SubComMarcos
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Messaggio da SubComMarcos » 7 mar 2007, 12:33

fausto ha scritto:Il Signore ha voluto che nascessi poco prima degli anni di piombo nella problematica periferia Romana.
Chissà magari quest’ammasso di cellule che ora scrive queste righe si fosse materializzato sui Pirenei, nelle Highlands, a Padova, a Limerick, vicino alla basilica di Collemaggio, a Auckland o a Stellenbosch forse avrei avuto un destino rugbystico diverso.

Durante i ruggenti anni 70 avevo le proporzioni di un comodino. Ero tanto largo quanto alto.
Insomma, un cubetto, comico alla vista, che nelle partitelle a pallone in parrocchia era perennemente relegato in porta o in panchina.

La mia naturale tendenza all’espansione mi fece decidere per la pratica di una disciplina sportiva di squadra.

All’epoca non potevo che scegliere la poco nobile arte del calcio.

L’ambiente ipercompetitivo e la freddezza dei rapporti umani mi fecero ben presto abbandonare il rettangolo di gioco.

All’inizio dei ruggenti anni 1980 decisi che era il caso di fare sport per uscire dal degrado di una periferia dove le siringhe nei prati erano più numerose delle buche delle talpe e la prostituzione minorile era tristemente familiare.

Scelsi il Rugby perchè lessi un trafiletto su un settimanale dell’epoca. Pensai che mi sarebbe piaciuto.

Il posto più vicino a casa mia era Frascati.
Una sera chiesi a mia Madre di accompagnarmi nell’ameno paesino alla ricerca del campo di Rugby.
Ci recammo al Mamilio (il nome del terreno di gioco) dove chiedemmo della sede della società.
Ci indirizzarono nel centro storico della cittadina tuscolana dove c’era la mitica “sede” del Rugby Frascati.

Entrai e vi trovai due adulti, uno con pochi capelli e l’altro con una canuta chioma.
Il primo era il segretario generale e l’altro l’allenatore delle Aquile (gli under 15).
Chiediamo cosa si dovesse fare per giocare a Rugby e, con una disponibilità ed un accoglienza inaspettata, mi spiegano tutto e mi invitano al campo per il primo allenamento.

Ricordo benissimo il primo allenamento.

Era un martedì pomeriggio del dicembre del 1980. Nella mia borsa c’erano, oltre agli indumenti necessari, due panini con la salsiccia, che mangiai poco prima dell’allenamento.
Mi vestii e presi parte alla seduta.
Mi aspettavo che l’allenatore mi desse qualche fondamento, un pò di teoria.
Avevo in mente le scuole calcio dove, appena arrivi, ti fanno fare 6 miliardi di palleggi.
Niente di tutto questo. Quando lo guardavo, mentre correvo, con fare interrogativo in cerca di indicazioni Gigi mi urlava “nun te preoccupà, cori ! cori !” .
Io non mi preoccupavo e correvo, correvo.

Iniziò così una nuova vita che mi ha portò ad essere uno dei migliori clienti delle aziende di trasporto romane e laziali.
Per raggiungere il campo dovevo prendere tre mezzi pubblici.

Passai così la gioventù rugbystica a Frascati.
Il picco di tutto ciò fu la semifinale scudetto che giocammo al Battaglini di Rovigo nella primavera del 1985.
Cozzammo contro un muro rossoblù che ci rifilò la bellezza di 77 punti a zero.

Eravamo demotivati in quanto nel turno precedente avevamo eliminato i campioni in carica del Tarvisium con un pareggio a Treviso e una vittoria a Casa.
Il numero nove dei Trevigiani era un certo Ivan Francescato.
Correva come un forsennato e si vedeva che era di un altra categoria.
Quella fù per noi la nostra Edimburgo.
Eravamo all’ottavo cielo.

I Rodigini ci riportarono bruscamente con i piedi per terra.
Facevano parte della compagine rossoblù alcuni dei migliori talenti Italiani degli anni 90.
Ne cito alcuni: De Stefani, Brunello, Bordon.

La maturità l’ho passata fra Frascati, il servizio militare a Napoli, Ariccia e, infine, Segni.
Dove ho giocato le ultime sette stagioni della mia “carriera”.

Lì ho potuto giocare 4 stagioni in A2.

Di aneddoti, di rimpianti e di storielle ne potrei citare miliardi.

Non lo faccio perchè il solo ricordarlo mi inumidisce gli occhi.

Non dimenticherò mai l’odore dello spogliatoio prima della partita, il mal di stomaco dopo il piatto di pasta in bianco della domenica mattina, il pre-partita tutti abbracciati nello spogliatoio, l’adrenalina dell’avanzamento e dell’attacco in campo, mi fanno nostalgia anche le sconfitte, le incazzature.

Da quando ho smesso di giocare vado malvolentieri a vedere le partite. La nostalgia è troppo grande, anche se l’amore che ho per il Rugby è immenso.

Oggi, da ex giocatore, mi rendo conto di come il Rugby ti cambia il cuore e l’anima.
Ti offre una prospettiva e una scala di valori che non sò quale altra attività umana siano in grado di trasmettere.

Forse esagero però il Rugby dovrebbe essere obbligatorio.

Avete presente cosa dice Maci Battaglini “Se io fossi Dio direi a tutti quelli che non hanno giocato: tornate indietro e giocate a Rugby. Magari in serie B...”

Forse sono stato un pò prolisso e con uno stile poco fluido.
Non riesco a fare di meglio.

Buon Rugby a tutti

P.S. dimenticavo: ho sempre fatto il pilone. Durante tutti i venti anni di carriera

Caro Fausto....quanto tempo che non ci si vede...

a quelle epiche battaglie (Tarvisium e Rovigo) ho partecipato anch'io con te e con la squadra...pur essendo 3 anni più giovane...ero ancora under 17 al primo anno!!!
(ma anche alla trasferta precedente, a Messina dove dal finestrino dell'autobus ho fatto qualcosa che un giovane non doveva fare ad un "nonno" e l'ho capito con il battesimo :shock: :shock: capito chi sono??? :D :D :D )
(...altro indizio...mi cugino cesarotto ti stava sempre al fianco (tallonatore) :D
Treviso la ricordo con moltissimo piacere....la laguna (campo) di Rovigo, la grandine grossa come chicchi d'uva, il fortissimo vento che te la sparava addosso ma sopratutto i "bozzi" che ci hanno fatto...con molto meno piacere!!! :cry:

E' bellissimo leggere delle tue emozioni nelle quali molti di noi si possono immedesimare, molti di noi sono stati "formati" caratterialmente e umanamente dal rugby, ed è vero che scorrendo il film dei ricordi si inumidiscono gli occhi....magari anche perchè eravamo giovincelli.... :D :D :D
Ma di quelle due grandi giovanili (la mia e la tua) non è rimasto solo il ricordo....noi ogni tanto ci vediamo per una cena e molti si stanno allenando a frascati con gli old...e presto li raggiungerò anch'io, fatti vedere se abiti ancora in zona!!!!!
Io da 3 anni, dopo un bel pò di anni di stop, stò giocando ad anzio con la Neroniana, e a parte la soddisfazione di allenarsi e scendere in campo con ragazzi che potrebbero esserci figli, quest'anno stiamo andando anche parecchio bene....
Mi farebbe piacere organizzare un bell'incontro con le due ex giovanili...in qualche famoso ristorante....ahahahahahahahahahhh

ti abbraccio e fatti sentire...anche in pvt...così ci si organizza

SubComMarcos
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Messaggio da SubComMarcos » 7 mar 2007, 12:48

P.S. non sottovalutare neanche il consiglio di Angelo (che ad anzio stà facendo un ottimo lavoro).... sono straconvinto che possa dare moltissime soddisfazioni e scariche di adrenalina anche scendere in campo come allenatore!!!
...e te hai tutte le capacità tecniche ed umane per farlo con ottimi risultati!!!

a presto

Marco

Ale_partenope
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Iscritto il: 10 mar 2007, 15:07

Messaggio da Ale_partenope » 10 mar 2007, 15:33

letto e compreso alla grande , mi ha colpito sopratuto la parte iniziale , quando si racconta delle lughe ore passate nella comprensione del rugby

LucyRA
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Iscritto il: 10 ago 2006, 15:46
Località: dovunque ci sia gente con cui stare in compagnia
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Messaggio da LucyRA » 17 giu 2007, 0:59

Sono arrivata tardi, non mi ero mai accorta di questo racconto che ho letto solo ora..........è bellissimo, viene voglia di leggerlo e rileggerlo ancora........grazie Sangio
I vecchi giocatori non muoiono mai....al massimo passano la palla.....
http://www.rugbycastelsanpietro.com/.

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