ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Discussioni sulla FIR e sulle Nazionali, maggiore e giovanili

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bep68
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ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 10:21

Premessa: non indicherò ne la regione ne i nomi dei club coinvolti, poichè non è un giudizio sogettivo ma ogettivo quello che chiedo di esprimere:chiameremo Rapace uno, Preda l'altro:

1.ci sono 2 club coinvolti, entrambi di serie b, a circa 100 km uno dall'altro.
2.uno dei 2 club(PREDA) investe storicamente nella formazione, dove da più di 10 anni c'è sempre un responsabile professionista di categoria superiore chiamato dall'esterno, più di quanto investa nella prima squadra(totalmente autoctona compresi i tecnici)
3.i selezionatori regionali consulenti della formazione Rapace suggeriscono ai giocatori della formazione Preda di andare a giocare per Rapace,promettendo loro un facile accesso in accademia oltre ad una maggiore visibilità poichè Rapace ha già l'elite under 16,mentre Preda dovrà fare i barrages.
4.Preda chiede ai propri giocatori di fare i barrages col proprio club, e nel caso superati i barrages stessi di rimanere a fare l'elite con lo stesso.in caso di mancato passaggio ai barrages,verrà concesso senza problemi il nulla osta per il passaggio alla società Preda.
5.i giocatori,probabilmente condizionati dai genitori e dai tecnici di Preda,non si dichiarano disponibili a far fare i barrages con la società madre, di cui però i loro figli continuano ad essere graditi ospiti presso la club house essendo questi molto amici dei loro ormai ex compagni di squadra.
6.Preda dopo attente valutazioni per ovvi motivi non può autorizzare i ragazzi ormai tesserati con Rapace ad allenarsi con gli ex compagni.
7.Il presidente di Rapace scrive chiedendo che Preda conceda l'autorizzazione a far si che i due atleti in questione si allenino 2 volte a settimana con gli ex compagni.

le preocupazioni di Preda sono legate a questi fattori: i 2 ragazzi entrambi nella selezione regionale(97) sono stati bocciati a scuola, anche perchè gli allenamenti sono diventati veramente troppi.la sola selezione ne ha in programma 8 per il mese di settembre.
il club Rapace non è di tale prestigio da poter offrire qualcosa di più..( pre il terzo tempo non ha neppure una club house e ha un solo campo in sabbia), a differenza di Preda che ha detta di molti è la miglior struttura regionale.ai ragazzi ha offerto la sola gratuità delle quote,nessun tutoraggio scolastico,nessun contributo spese( 800 km a settimana).
Inoltre i tecnici regionali a libro paga di Rapace hanno già cominciato a proporre le stesse cose ad almeno 3 giocatori classe 98 di Preda.

Cosa ne pensate?
se il rugby è una metafora della vita, e la vita è una ruota, sono al terzo giro, il primo da giocatore, il secondo da allenatore, il terzo da genitore..

bep68
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 10:26

leggete questa perchè mi ero incapellato con i nickname..
Premessa: non indicherò ne la regione ne i nomi dei club coinvolti, poichè non è un giudizio sogettivo ma ogettivo quello che chiedo di esprimere:chiameremo Rapace uno, Preda l'altro:

1.ci sono 2 club coinvolti, entrambi di serie b, a circa 100 km uno dall'altro.
2.uno dei 2 club(PREDA) investe storicamente nella formazione, dove da più di 10 anni c'è sempre un responsabile professionista di categoria superiore chiamato dall'esterno, più di quanto investa nella prima squadra(totalmente autoctona compresi i tecnici)
3.i selezionatori regionali consulenti della formazione Rapace suggeriscono ai giocatori della formazione Preda di andare a giocare per Rapace,promettendo loro un facile accesso in accademia oltre ad una maggiore visibilità poichè Rapace ha già l'elite under 16,mentre Preda dovrà fare i barrages.
4.Preda chiede ai propri giocatori di fare i barrages col proprio club, e nel caso superati i barrages stessi di rimanere a fare l'elite con lo stesso.in caso di mancato passaggio ai barrages,verrà concesso senza problemi il nulla osta per il passaggio alla società Rapace.
5.i giocatori,probabilmente condizionati dai genitori e dai tecnici di Rapace,non si dichiarano disponibili a far fare i barrages con la società madre, di cui però i loro figli continuano ad essere graditi ospiti presso la club house essendo questi molto amici dei loro ormai ex compagni di squadra.
6.Preda dopo attente valutazioni per ovvi motivi non può autorizzare i ragazzi ormai tesserati con Rapace ad allenarsi con gli ex compagni.
7.Il presidente di Rapace scrive chiedendo che Preda conceda l'autorizzazione a far si che i due atleti in questione si allenino 2 volte a settimana con gli ex compagni.

le preocupazioni di Preda sono legate a questi fattori: i 2 ragazzi entrambi nella selezione regionale(97) sono stati bocciati a scuola, anche perchè gli allenamenti sono diventati veramente troppi.la sola selezione ne ha in programma 8 per il mese di settembre.
il club Rapace non è di tale prestigio da poter offrire qualcosa di più..( per il terzo tempo non ha neppure una club house e ha un solo campo in sabbia), a differenza di Preda che ha detta di molti è la miglior struttura regionale.ai ragazzi ha offerto la sola gratuità delle quote,nessun tutoraggio scolastico,nessun contributo spese( 800 km a settimana).
Inoltre i tecnici regionali a libro paga di Rapace hanno già cominciato a proporre le stesse cose ad almeno 3 giocatori classe 98 di Preda.

Cosa ne pensate?
se il rugby è una metafora della vita, e la vita è una ruota, sono al terzo giro, il primo da giocatore, il secondo da allenatore, il terzo da genitore..

bep68
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 11:12

21 visite 0 risposte = non frega niente a nessuno
se il rugby è una metafora della vita, e la vita è una ruota, sono al terzo giro, il primo da giocatore, il secondo da allenatore, il terzo da genitore..

Garryowen
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da Garryowen » 17 set 2012, 11:23

bep68 ha scritto:21 visite 0 risposte = non frega niente a nessuno
Secondo me se avessi scritto i nomi ci sarebbero già 200 risposte... :-]
"C'è solo una cosa al mondo meglio del rugby. Parlare di rugby"
(parafrasi da G.G. Marquez)

http://www.walesonline.co.uk/sport/rugby/rugby-news/how-much-funding-welsh-rugby-12405682 A imperitura memoria

patriarcabg
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da patriarcabg » 17 set 2012, 11:26

bep68 non è che non frega niente a nessuno è che tra Preda e Rapace uno si perde.
Ovviamente se ci fossero i nomi tutto sarebbe più leggibile e la discussione molto accesa, almenno tra Preda e Rapace.

Perchè non fare i nomi?

Così sei complice di Rapace e poco difensore di Preda.

Spero di rileggere.

PAOLO60
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da PAOLO60 » 17 set 2012, 11:32

Purtroppo , potrei risponderti " niente di nuovo sotto il sole" , la cosa strana è che preda e predatore sono entrambi in serie b , di solito questo accade con club più altolocati.

bep68
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 11:33

patriarcabg ha scritto:bep68 non è che non frega niente a nessuno è che tra Preda e Rapace uno si perde.
Ovviamente se ci fossero i nomi tutto sarebbe più leggibile e la discussione molto accesa, almenno tra Preda e Rapace.

Perchè non fare i nomi?

Così sei complice di Rapace e poco difensore di Preda.

Spero di rileggere.
grazie per il consiglio.avevo il timore che usando i nick non si capisse nulla e in più ci ho messo del mio nel perdermi nel racconto.è che non volevo farne una polemica,ma noi che ne siamo coinvolti siamo veramente esterefatti e scioccati da questa storia, perchè sembra non fregare a nessuno del futuro dei ragazzi.la nostra preccupazione,non è solo per il fatto che ci vengano "rubati"i ragazzi che con tanta fatica,passione e non ultimi sforzi economici formiamo, ma quanto il fatto che vengano fatte promesse e create illusioni sulle quali la vicenda Bocchino dovrebbe far fare ben più di una semplice riflessione.è possibile individuare talenti a 14 anni e promettere posti in accademia insieme con futuri brillanti,a discapito come purtroppo sta accadendo dello studio?
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bep68
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 11:39

PAOLO60 ha scritto:Purtroppo , potrei risponderti " niente di nuovo sotto il sole" , la cosa strana è che preda e predatore sono entrambi in serie b , di solito questo accade con club più altolocati.

hai colto nel segno.perchè vieni a cercarli se non puoi offrire niente di più? faccio un esempio pratico: se fosse il petrarca che ha se non sbaglio anche una sorta di accademia di club con tanto di tutoraggio scolastico, ha un senso, ma te lo fà una società che non ha i soldi per potersi permettere qualcosa di meglio di una tenda per il terzo tempo..è come se ci fosse una sorta di isterica corsa alla franchigia anche da parte di chi non ha le basi per farlo
Ultima modifica di bep68 il 17 set 2012, 11:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da Axel57 » 17 set 2012, 11:40

Penso che è una cosa frequente. Le squadre di maggior "prestigio" vanno a caccia di ragazzi promettenti. Dal punto di vista etico è sbagliato ma così va il mondo. I punti veri sono :
1 - Perche i genitori fanno in modo che questi ragazzini siano addirittura bocciati pur di giocare a rugby ?
2 - Perche si continua con questi barages invece di fare un sistema promossi/retrocessi ?
Aggiungerei pure che se non ti puoi allenare con la tua squadra che ci vai a fare ? Fai l'alieno la domenica mattina ? E l'allenatore ti fà pure giocare ?
Comunque invece di dire "non si fà" penserei a regolamentare meglio questi passaggi. Del resto da che mondo è mondo si tende a concentrasi nelle società più note che partecipano ai campionati "elite". In questo sport "povero" dove alla fine sono le famiglie che pagano iscrizioni, materiali e spese mediche, le società non possono far altro che rispettare le loro scelte a meno che non offrano qualcosa, Tutoraggio scolastico, foresteria e assistenza sanitaria. E vale anche per le Accademie Regionali a cui molti ragazzi dicono no.

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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 11:45

Axel57 ha scritto:Penso che è una cosa frequente. Le squadre di maggior "prestigio" vanno a caccia di ragazzi promettenti. Dal punto di vista etico è sbagliato ma così va il mondo. I punti veri sono :
1 - Perche i genitori fanno in modo che questi ragazzini siano addirittura bocciati pur di giocare a rugby ?
2 - Perche si continua con questi barages invece di fare un sistema promossi/retrocessi ?
Aggiungerei pure che se non ti puoi allenare con la tua squadra che ci vai a fare ? Fai l'alieno la domenica mattina ? E l'allenatore ti fà pure giocare ?
Comunque invece di dire "non si fà" penserei a regolamentare meglio questi passaggi. Del resto da che mondo è mondo si tende a concentrasi nelle società più note che partecipano ai campionati "elite". In questo sport "povero" dove alla fine sono le famiglie che pagano iscrizioni, materiali e spese mediche, le società non possono far altro che rispettare le loro scelte a meno che non offrano qualcosa, Tutoraggio scolastico, foresteria e assistenza sanitaria. E vale anche per le Accademie Regionali a cui molti ragazzi dicono no.
il punto 1 purtroppo riguarda le condizioni di difficoltà delle famiglie che nella disperazione credono in un futuro migliore per i figli che gli è stato dipinto non senza falsità .
2.sui barrages posso solo esser d'accordo.quando ho cominciato a giocare io,più di 30 anni fà esisteva una prima fase,se non ricordo male fino a febbraio,dove incontravi tutte le squadre della regione,o la gran parte di esse, poi le migliori procedevano tra loro e quelle sotto pure.la cosa era molto più "democratica e meritocratica".
se il rugby è una metafora della vita, e la vita è una ruota, sono al terzo giro, il primo da giocatore, il secondo da allenatore, il terzo da genitore..

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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da Chuba » 17 set 2012, 11:47

Tutte cose già viste, più o meno.
Ti posso fare un elenco di ragazzi spostati di qui o di la da genitori che pensano di avere in nuovo Mc Caw, ispirati da tecnici col senso etico alquanto basso, che cambiano casacca in barba ai più elementari valori del rugby.
Quo usque tandem abutere,Catilina, patientia nostra.........

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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da bep68 » 17 set 2012, 11:54

Chuba ha scritto:Tutte cose già viste, più o meno.
Ti posso fare un elenco di ragazzi spostati di qui o di la da genitori che pensano di avere in nuovo Mc Caw, ispirati da tecnici col senso etico alquanto basso, che cambiano casacca in barba ai più elementari valori del rugby.
purtroppo mal comune mezzo gaudio non fà passare le preoccupazioni per questi ragazzi che abbiamo cresciuto e seguito per 7/8 anni
se il rugby è una metafora della vita, e la vita è una ruota, sono al terzo giro, il primo da giocatore, il secondo da allenatore, il terzo da genitore..

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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da Flanker999 » 17 set 2012, 12:03

bep68 ha scritto: 3.i selezionatori regionali consulenti della formazione Rapace suggeriscono ai giocatori della formazione Preda di andare a giocare per Rapace,promettendo loro un facile accesso in accademia oltre ad una maggiore visibilità poichè Rapace ha già l'elite under 16,mentre Preda dovrà fare i barrages.
Già viste tante volte queste cose, e quello che ho evidenziato è il punto chiave - senza queste promesse diventa molto difficile far andare via dei ragazzi da posti dove si trovano bene, anche se hanno dei genitori convinti di avere i futuri Balotelli o Messi .

Non è miha una novità che ci siano società che cerchino le scorciatoie e di risparmiare portando via i ragazzi ad altri. Anche qui si farebbe presto a distinguere il grano dal loglio - La società "buona" non ricorre ai mezzucci (non ne ha bisogno) e avrà delle squadre con al massimo 3 o 4 ragazzi da fuori, e soprattutto , il movimento non è a senso unico.

quanto al fatto di allenarsi insieme , mi dispiace per i ragazzi, ma le regole ci sono e sono precise : la permanenza dei giocatori è stabilita da prestiti e trasferimenti, altre cose si possono anche fare in amicizia ... poi quando qualcuno si fa male vengono fuori dei casini pazzeschi.

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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da calep61 » 17 set 2012, 12:10

bep68 ha scritto:la nostra preccupazione,non è solo per il fatto che ci vengano "rubati"i ragazzi che con tanta fatica,passione e non ultimi sforzi economici formiamo
vedi, questo freudiano passaggio evidenzia quale sia la tua vera preoccupazione in tutta questa vicenda, ma i ragazzi di cui parli non sono di proprietà esclusiva di qualcuno, la formazione è un'azione che si presuppone l'arricchimento intellettivo di un, così detto, allievo proprio per permettergli il salto di qualità, per usare una figurazione poetica, per farlo volare verso altri lidi, quindi, poco importa per quali motivi questi giovani abbiano deciso di involare verso altre mete, è la loro vita e chi sei tu per giudicare l'etica altrui, ti credi giudice in terra, ti ritieni così avulso da possibili critiche, c'era qualcuno che già molti anni fa diceva: chi è privo di peccato scagli la prima pietra, pensi di poter essere tra questi?
È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo sono cagionati dall'uomo.
Plinio il Vecchio
Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
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Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
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Re: ETICA SPORTIVA NEI RAPPORTI CON I GIOVANI IN FORMAZIONE

Messaggio da Axel57 » 17 set 2012, 12:11

se sei coinvolto come società o come allenatore, tieni la porta aperta. I ragazzi tra poco saranno in grado di decidere da soli e magari imporsi sui genitori. E' più che probabile che preferiscano giocare divertendosi con i loro amici e nel loro ambiente piuttosto che fare centinaia di kilometri senza divertirsi e con la pressione del risultato.
Non ho idea della regione dalla quale scrivi però, a Roma, purtroppo funziona nello stesso modo e c'è un bruttissimo "conflitto di interessi" tra dirigenti di una società e l'Accademia Regionale. Se le famiglie non hanno ben chiaro il percorso di vita da proporre ai ragazzi c'è il serio rischio che si cada nella trappola di far diventare il ragazzo un "probabile professionista" perdendo anni di scuola e ritrovarsi in società che poi ti chiedono di giocare in nome di uno spirito olimpico e che ti pagano quando si ricordano. Qui ci si scontra con tre o quattro allenamenti a settimana che distruggono qualsiasi velleità scolastica per proporre un futuro "nulla".

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